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I presidenti della Repubblica

Dopo la vittoria repubblicana del referendum del 2 giugno 1946 occorreva eleggere

un capo provvisorio dello Stato che svolgesse le funzioni spettanti in precedenza al re, in attesa

che la Costituente definisse le norme del nuovo ordinamento. Si decise di scegliere un uomo del Sud

(visto che il governo era retto dal trentino Alcide De Gasperi, la Costituente dal piemontese Giuseppe Saragat e i leader dei partiti erano in prevalenza settentrionali). Dopo una fase di contrapposizione tra le candidature di Vittorio Emanuele Orlando (sostenuto dalla Dc) e Benedetto Croce (proposto dalle sinistre), la scelta cadde su Enrico De Nicola.

1 gennaio 1948-

11 maggio 1948

ENRICO DE NICOLA

LUIGI EINAUDI

11 maggio 1948-

19 aprile 1955

GIOVANNI GRONCHI

20 aprile 1955-

5 maggio 1962

6 maggio 1962-

6 dicembre 1964

ANTONIO SEGNI

GIUSEPPE SARAGAT

28 dicembre 1964-

23 dicembre 1971

24 dicembre 1971-

15 giugno 1978

GIOVANNI LEONE

SANDRO PERTINI

8 luglio 1978-

23 giugno 1985

24 giugno 1985-

28 aprile 1992

FRANCESCO COSSIGA

OSCAR L. SCALFARO

25 maggio 1992-

12 maggio 1999

CARLO A. CIAMPI

13 maggio 1999-

9 maggio 2006

GIORGIO NAPOLITANO

10 maggio 2006-

14 gennaio 2015

         1             2                 3              4                  5                 6             7             8              9             10         11

Venerdรฌ 28 giugno 1946

La Costituente elegge De Nicola presidente

โ€ข Lโ€™Assemblea Costituente elegge Enrico De Nicola capo provvisorio dello Stato con 396 voti su 504.

 

Mercoledรฌ 25 giugno 1947

De Nicola si dimette

โ€ข Il capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola si dimette, adducendo a motivi di salute. In realtร , sempre molto attento agli aspetti formali della vita pubblica, De Nicola decide di fare un passo indietro quando la Costituente, scaduto il termine del proprio mandato, decide di prorogare i suoi lavori.

 

Giovedรฌ 26 giugno 1947

La Costituente rielegge De Nicola

โ€ข La Costituente accetta le dimissioni presentate ieri dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola e lo rielegge.

 

Sabato 27 dicembre 1947

De Nicola firma la Costituzione

โ€ข Il capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola firma ufficialmente la nuova Costituzione. La firma, su tre esemplari, avviene nella saletta della biblioteca privata in Palazzo Giustiniani: otto minuti precisi, dalle 17.05 alle 17.13. Presenti un centinaio di persone [leggi qui lโ€™articolo di Vittorio Gorresio, lโ€™Europeo n.1, 1948].  

TUTTI I PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA

Clicca sulle foto per leggere le biografie dei presidenti della Repubblica italiani

 

Giovedรฌ 1 gennaio 1948

Enrico De Nicola presidente

โ€ข Entra ufficialmente in vigore la Costituzione italiana ed Enrico De Nicola, finora capo provvisorio dello Stato, รจ da oggi presidente della Repubblica: ยซIl testo della Costituzione รจ depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per rimanervi esposto, durante tutto lโ€™anno 1948, affinchรฉ ogni cittadino possa prenderne cognizioneยป [XVIII disposizione transitoria].

 

Martedรฌ 11 maggio 1948

Luigi Einaudi presidente

โ€ข Luigi Einaudi รจ il nuovo Presidente della repubblica italiana. รˆ la prima elezione presidenziale da parte delle Camere in seduta comune, come prevede la Costituzione entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Einaudi รจ eletto al quarto scrutinio con 518 voti su 872, dopo che la candidatura del ministro degli Esteri Carlo Sforza, sponsorizzato dal capo del governo Alcide De Gasperi, รจ saltata a causa dei franchi tiratori della sinistra democristiana.

 

Martedรฌ 31 marzo 1953

Einaudi firma la legge truffa

โ€ข Il presidente della Repubblica Luigi Einaudi firma la legge elettorale n.148/1953. Si tratta di una legge voluta dal governo di Alcide De Gasperi, presentata dal ministro dellโ€™Interno Mario Scelba e rinominata subito dallโ€™opposizione โ€œlegge truffaโ€. Modifica in modo fortemente maggioritario la legge proporzionale in vigore dal 1946, introducendo un premio di maggioranza che assegna il 65% dei seggi al partito o alla coalizione che raggiunge il 50% piรน uno dei voti.  

 

Mercoledรฌ 20 aprile 1955

Gronchi eletto presidente

โ€ข Il democristiano Giovanni Gronchi รจ eletto presidente. Al quarto scrutinio ottiene 658 voti su 883, con suffragi democristiani, comunisti, socialisti, monarchici e missini. ยซPer la corsa al Quirinale il segretario della Dc Amintore Fanfani puntava sul presidente del Senato Cesare Merzagora, eletto come indipendente nelle liste della Dc, ma Gronchi puรฒ contare su rilevanti settori dei gruppi parlamentari democristiani, che mal sopportano il piglio risoluto del segretario, e su un atteggiamento disponibile delle sinistre, che apprezzano la sua insofferenza per il vincolo atlantico. Anche a destra cโ€™รจ chi guarda a Gronchi di buonโ€™occhio, con lโ€™intenzione di indebolire Fanfani e la sua linea di apertura ai socialisti. รˆ cosรฌ che il presidente della Camera raccoglie di votazione in votazione sempre maggiori consensi. E alla fine lo stesso Fanfani deve convergere sulla sua candidatura, per evitare il rischio che un democristiano diventi presidente della Repubblica senza lโ€™appoggio ufficiale della Dcยป. [Antonio Carioti, Il grande gioco del Quirinale, Corriere della Sera aprile 2013]  

 

โ€ข A proposito dellโ€™elezioni di Giovanni Gronchi come presidente, commenterร  anni dopo Giulio Andreotti: ยซMerzagora pensava di essere eletto perchรฉ pranzava spesso col comunista Scoccimarro. Aveva confuso la cortesia con i votiยป. E lo stesso Merzagora rivelerร : ยซMi fecero giocare a mosca cieca. Vennero in delegazione alle dieci di sera a garantirmi voti che non avevano. La notte mi affondaronoยป. [Concita De Gregorio, la Repubblica 4/4/2013]  

 

Giovedรฌ 1 ottobre 1959

Muore De Nicola

โ€ข Muore nella sua casa di Torre del Greco (Napoli), allโ€™etร  di 81 anni, lโ€™ex presidente della Repubblica Enrico De Nicola. Per onorare i modesti legati del suo testamento, avendo lasciato pochissime beni, la sua casa verrร  venduta alla Provincia di Napoli, che la destinerร  a museo in sua memoria. [Corriere della sera 23/4/1961]  

 

Sabato 6 febbraio 1960

Gronchi in Urss

โ€ข  Giovanni Gronchi arriva a Mosca. รˆ la prima volta per un capo di Stato italiano in Urss.  

 

Gronchi in Urss litiga con Krusciov

โ€ข Cosรฌ ricorda quei tre giorni di colloqui e confronti molto tesi lโ€™ex diplomatico Renato Ruggiero: ยซGronchi arrivรฒ nel โ€™60, poco dopo la riunione di Camp David nella quale Eisenhower e Krusciov fecero un tentativo per risolvere il problema di Berlino. Krusciov aveva capito che gli americani erano disposti a concessioni mentre la realtร  era totalmente diversa. Il presidente della Repubblica italiana fu il primo statista occidentale ad arrivare a Mosca dopo Camp David e tentรฒ di mettere le cose in chiaro. Krusciov andรฒ su tutte le furie: โ€œCosa mi sta raccontando. Voi avete perso la guerra, non siete a Berlino e venite a dirmi cose che neppure gli americani hanno osato dirmi. Lei non รจ ben informatoโ€. Aggiunse anche: โ€œQueste cose le vada a raccontare a sua nonnaโ€. Come finรฌ? โ€œCi fu anche una seconda puntata. Nel pomeriggio dellโ€™8 febbraio ci fu un ricevimento allโ€™ambasciata e, al momento dei brindisi, Gronchi e Krusciov fecero due discorsetti di circostanza. Ma il ministro degli Esteri Pella sentรฌ il dovere di intervenire per puntualizzare in pubblico la posizione degli occidentali su Berlino. Krusciov reagรฌ stizzito: โ€œLei cosa dice! Anche i bambini imparano sempre qualcosa mentre lei non ha imparato nulla dai colloqui di questa mattinaโ€. Fu quasi un momento di insulti da parte di Krusciov. In pieno dramma, lโ€™allora capo del cerimoniale, un vecchio diplomatico piemontese, offrรฌ a Gronchi e a Krusciov due bicchieri di champagne invitandoli a โ€œbrindare alla paceโ€. Krusciov sorrise e disse: โ€œTalvolta anche i diplomatici sanno essere utiliโ€. Il giorno dopo andammo a Leningrado e nelle sette ore del viaggio tutti, italiani e sovietici, prendemmo una sbronza colossale brindando ripetutamente alla pace e allโ€™amiciziaโ€ยป. [Franco Papitto, la Repubblica 12/7/1997]  

 

Lunedรฌ 3 aprile 1961

Emesso il Gronchi rosa

โ€ข Il presidente Giovanni Gronchi in viaggio in Sudamerica visita lโ€™Argentina, lโ€™Uruguay e il Perรน. Per lโ€™occasione le Poste italiane emettono il francobollo โ€œGronchi rosaโ€, ritirato immediatamente perchรฉ nellโ€™immagine i confini del Perรน non sono esatti. Diventa subito un pezzo ambito dai collezionisti filatetici.

Lunedรฌ 30 ottobre 1961

Muore Luigi Einaudi

โ€ข Muore a Roma allโ€™etร  di 87 anni per un collasso cardiaco lโ€™ex presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Accanto a lui, nella clinica Sanatrix dove era ricoverato dal 16 ottobre, donna Ida Pellegrini, una delle nuore e il medico curante Pozzi.

 

Domenica 6 maggio 1962

Segni presidente della Repubblica

โ€ข Antonio Segni, leader della corrente DC di centro-destra, รจ eletto presidente della Repubblica, con 443 voti su 842, mentre il suo principale antagonista, il socialdemocratico Giuseppe Saragat appoggiato dalle sinistre, ne ottiene 334.

 

Giovedรฌ 16 luglio 1964

Lโ€™incontro Segni-De Lorenzo e il Piano Solo

Il presidente Antonio Segni rende noto attraverso una nota ufficiale del Quirinale di aver ricevuto al Colle il comandante dei Carabinieri Giovanni De Lorenzo. Il generale incontra poi Aldo Moro, il segretario della Dc Mariano Rumor e i capigruppo democristiani di Camera e Senato Zaccagnini e Gava, e li mette al corrente del Piano Solo, ovvero un piano di emergenza che prevede lโ€™arresto di politici e intellettuali di sinistra per bloccare eventuali sollevazioni di piazza delle sinistre. Pietro Nenni parla di ยซtintinnio di sciaboleยป. [Leggi qui lโ€™articolo di Paolo Mieli sul Piano Solo]

 

Venerdรฌ 7 agosto 1964

Segni colpito da ictus

โ€ข Alle 17,30, durante un colloquio con Giuseppe Saragat e Aldo Moro, il presidente Antonio Segni รจ colpito da trombosi cerebrale. Allโ€™improvviso Segni barcolla, sviene e cade bocconi sulla scrivania. Moro lo soccorre con i medicinali che porta sempre in borsa. Accorrono i valletti, si cercano i medici per telefono. Segni รจ portato a braccia al secondo piano del Quirinale, nella sua abitazione, dove ha un secondo collasso. Lo assiste la signora Laura. Il presidente del Senato Merzagora sospende le vacanze in Spagna e torna in aereo a Roma. Il governo, riunito, rinuncia a prendere i provvedimenti contro la congiuntura perchรฉ il Capo dello Stato non potrebbe firmarli. Il presidente della Camera Bucciarelli Ducei invita tutti i parlamentari a non muoversi dalla Capitale.

 

Lunedรฌ 10 agosto 1964

Marzagora sostituisce Segni

โ€ข A causa delle condizioni di salute di Antonio Segni, il presidente del Senato Cesare Merzagora assume le funzioni ordinarie di supplente del presidente della Repubblica.

 

Moro al Quirinale accanto a Segni

โ€ข Scrive Marcello Sorgi: ยซSegni si chiuderร  in un silenzio amareggiato, in unโ€™agonia personale e politica nella quale solo Moro gli sarร  accanto. โ€œMoro arrivava al Quirinale ogni giorno allโ€™alba โ€“ racconta Cossiga โ€“. Non chiedeva nulla, non diceva nulla e si sedeva. Stava assorto e aspettava, Poi chinava la testa come se pregasse, ascoltava quel che i medici gli dicevano, salutava con un mormorio e a tarda sera se ne andavaโ€ยป. [Marcello Sorgi, La Stampa 06/05/2006]

 

Domenica 6 dicembre 1964

Segni si dimette per motivi di salute

โ€ข Il presidente della Repubblica Antonio Segni, colpito da ictus il 7 agosto 1964, rassegna le sue dimissioni. Racconta Filippo Ceccarelli: ยซPrima di accettare le dimissioni, sono necessari la certificazione di un collegio di medici e un ulteriore consulto che accerti la โ€œpiena coscienza dello Stato e delle responsabilitร โ€ di Segni. Il bollettino medico assicura: โ€œLe condizioni permangono buone e le principali funzioni organiche sono nei limiti normali. I disturbi motori degli arti di destra vanno lentamente modificandosi con iniziale ripresa di alcuni movimentiโ€œ. In realtร  molto probabilmente il paziente neppure era cosciente (Moro confida al giornalista Vittorio Orefice: โ€œNon mi ha riconosciuto. Forse cโ€™era poca luceโ€)ยป. [Filippo Ceccarelli, La Stampa 6/4/2004] 

 

Lunedรฌ 28 dicembre 1964

Saragat presidente della Repubblica

โ€ข Giuseppe Saragat รจ eletto presidente della Repubblica, al ventunesimo scrutinio, con 646 voti su 937. รˆ il primo socialista, sia pure moderato e anti-comunista, al Quirinale.

 

Come si รจ arrivati allโ€™elezione di Saragat

โ€ข ยซNel dicembre 1964 il candidato ufficiale della Dc era Giovanni Leone, ma le sue possibilitร  di raggiungere il traguardo furono sin dallโ€™inizio compromesse dalle ambizioni di Fanfani, che lavorava nellโ€™ombra sperando di aggregare intorno a sรฉ uno schieramento trasversale, come aveva fatto in precedenza Gronchi. Alla fine Leone venne bruciato e lโ€™ipotesi Fanfani non decollรฒ. Cosรฌ la Dc finรฌ per convergere su Saragat, che aveva lโ€™appoggio convinto dei partiti laici minori e poteva contare sulla disponibilitร  dei comunistiยป. [Antonio Carioti, Il grande gioco del Quirinale, Corriere della Sera aprile 2013]

 

Venerdรฌ 24 dicembre 1971

Giovanni Leone eletto presidente

โ€ข Eletto presidente della Repubblica il democristiano Giovanni Leone, primo senatore a vita a ricoprire questa carica. Occorrono ventitre votazioni, con 518 voi su 996, contro i 408 di Pietro Nenni.

 

Venerdรฌ 1 dicembre 1972

Muore Antonio Segni

โ€ข Muore a Roma, in una stanza allโ€™undicesimo piano del policlinico Agostino Gemelli, lโ€™ex presidente della Repubblica Antonio Segni. Accanto a lui la moglie Laura, i quattro figli Celestino, Giuseppe, Paolo e Mario con le nuore, il medico curante professor Breda e il medico personale professor Giunchi. La notizia della morte รจ comunicata al Senato dal vicepresidente Spataro, la comunica allโ€™assemblea. Alla Camera prende la parola il deputato Di Giannantonio, che di Segni fu segretario particolare. ยซAntonio Segni โ€“ dice โ€“ resta una delle figure piรน luminose della vita politica italiana e alla sua memoria ci inchiniamo reverentiยป.

 

Giovedรฌ 20 aprile 1978

Aldo Moro scrive a Giovanni Leone

โ€ข Il presidente Giovanni Leone riceve una lettera del presidente della Dc Aldo Moro, prigioniero delle Brigate Rosse, che gli chiede di rendere possibile ยซunโ€™equa e umanitaria trattativa per scambio di prigionieri politiciยป.

 

Giovedรฌ 15 giugno 1978

Il presidente Leone si dimette

โ€ข In un messaggio tv il presidente della Repubblica Giovanni Leone annuncia le sue dimissioni perchรฉ coinvolto nello scandalo Lockheed. ยซPoliticamente le mie dimissioni furono volute dal Partito comunista e accettate, o subite, dalla Democrazia cristiana, che mi lasciรฒ solo, mi abbandonรฒยป, scriverร  Leone nelle sue memorie. Inizia la supplenza del presidente del Senato Amintore Fanfani.

 

Giovedรฌ 29 giugno 1978

Ines Boffardi prima donna a prendere un voto per il Colle

โ€ข  Al primo scrutinio per lโ€™elezione del presidente della Repubblica, la parlamentare della Democrazia Cristiana Ines Boffardi riceve un voto. รˆ la prima volta nella storia repubblicana che una donna viene data una preferenza nella votazione per il capo dello Stato.    

 

Boffardi, Cederna e i primi voti alle donne per il Quirinale

โ€ข ยซSi devono aspettare 32 anni perchรฉ una donna, la dc Ines Boffardi, prenda un voto per Quirinale: uno di numero, battute beffarde in aula. รˆ il 29 giugno del 1978. Primo scrutinio dellโ€™elezione che dopo dieci giorni porterร  allโ€™elezione di Pertini. Battute sarcastiche in aula, di nuovo. Pertini: โ€œCโ€™รจ poco da ridere, onorevoli colleghi. Anche una donna puรฒ diventare presidente, lo sapete?โ€. Giร , lo sapete? Pajetta aveva battezzato Boffardi la โ€œpasionaria biancaโ€: decima di undici figli, famiglia operaia, presidente dellโ€™Azione cattolica, due volte sottosegretario con Andreotti con delega alla โ€œquestione femminileโ€, ferrea antiabortista e presidente dei consultori di ispirazione cristiana voluti dalla Cei. Voleva la pensione per le casalinghe, la paritร  di retribuzione, piรน donne nelle liste europee. โ€œIncontrai una evidente opposizioneโ€, dice, ancora vigile. Una evidente opposizione. In quellโ€™elezione โ€“ Pertini, luglio โ€™78 โ€“ quattro voti per il Quirinale vanno a Camilla Cederna, la giornalista che aveva appena dato alle stampe La carriera di un presidente, libro inchiesta che aveva avuto grande parte nelle dimissioni recentissime di Giovanni Leone. Tre voti a Eleonora Moro, la โ€œdolcissima Norettaโ€ delle lettere dalla prigionia, a un mese e venti giorni dallโ€™assassinio del maritoยป. [Concita De Gregorio, la Repubblica 6/4/2013]

 

Sabato 8 luglio 1978

Pertini nuovo presidente della Repubblica

Ore 12.57. Il presidente della Camera, il comunista Pietro Ingrao, legge per la cinquecentoseiesima volta lo stesso nome sulla scheda: Pertini. Al sedicesimo scrutinio il quorum รจ raggiunto, lโ€™assemblea si alza in piedi e applaude compatta. Sandro Pertini, 82 anni, socialista, รจ il settimo presidente della Repubblica. Alla fine dello spoglio i voti sono 832 su 995: maggioranza ineguagliata nella storia delle votazioni presidenziali. Benigno Zaccagnini (Dc), Enrico Berlinguer Pci), Bettino Craxi (Psi) sono i segretari dei maggiori partiti che lโ€™hanno votato. Giulio Andreotti รจ presidente del Consiglio.

 

Pertini verso il compito di presidente

โ€ข II corpo fragile (ยซma come avrร  fattoยป, si domanda la gente, ยซa resistere alle percosse dei fascisti?ยป) chiuso in un impeccabile abito scuro, la pipa nella mano sinistra che di tanto in tanto si porta alle labbra, Sandro Pertini esce dal suo studiolo al primo piano della Camera e si avvia, circondato da una piccola corte di segretarie e di amici, verso il salone della Lupa, dove lo aspetta il presidente della Camera, Pietro Ingrao. รˆ il primissimo pomeriggio di sabato luglio, da poco gli hanno comunicato lโ€™elezione alla presidenza della Repubblica. Dice: ยซDavanti al tribunale speciale che mi condannava al carcere ho gridato: โ€œViva il socialismoโ€ยป. [Uboldi, Epoca 19/7/1978] [Leggi tutto lโ€™articolo di Epoca]

 

Manovre dietro le quinte per il Quirinale

โ€ข Dopo lโ€™uccisione di Aldo Moro, era Ugo La Malfa il piรน probabile candidato alla presidenza della Repubblica. Craxi ha pensato di inserirsi proponendo un socialista; i democristiani e i comunisti hanno reagito cercando tra le figure piรน eminenti del socialismo nazionale colui che fosse piรน lontano dal segretario del Psi. La scelta, sembra di Andreotti, รจ caduta appunto su Pertini. [โ€ฆ] ยซI rapporti fra Pertini che mai aveva amato Pietro Nenni e Craxi che di Nenni fu il delfino, non furono mai buoni. Nรฉ lโ€™avvento del primo socialista al Quirinale contribuรฌ a migliorarliยป. [Gianfranco Piazzesi, Cds 28/2/1990]

 

Le mosse di Craxi, il contropiede di Pertini

โ€ข ยซCraxi, che ufficializzando la candidatura di Pertini lo aveva di fatto bruciato, presentandolo come lโ€™uomo delle sinistre (la sera stessa la Dc bocciava il suo nome), avrebbe voluto far eleggere Giuliano Vassalli o Antonio Giolitti (domenica 2 luglio, a mezzogiorno). Ritirando la sua candidatura, Pertini aveva di fatto convinto la Dc che era lโ€™uomo giusto: si era fatto da parte proprio perchรฉ i comunisti volevano votarlo unilateralmente (giovedรฌ 6 luglio, allโ€™una e mezzo)ยป. [Lucrezia Dellโ€™Arti, Sette 8/7/2012] [Leggi tutto lโ€™articolo di Lucrezia Dellโ€™Arti]

 

Martedรฌ 17 ottobre 1978

Muore Giovanni Gronchi

โ€ข Muore a Roma allโ€™etร  di 91 anni lโ€™ex presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, nel giorno in cui i giornali annunciano lโ€™elezione di Karol Wojtila, avvenuta ieri. Accanto a lui, nella casa di via Carlo Pea, la moglie Carla, i figli Cecilia e Mario con la moglie Laura, e la sorella Emilia.

 

Giovedรฌ 21 maggio 1981

Pertini e Forlani a colloquio sulla P2

โ€ข Colloquio del presidente Sandro Pertini con il presidente del Consiglio Arnaldo Forlani sulla loggia massonica P2, della quale il governo ha reso pubbliche ieri le liste e alla quale appartengono due ministri in carica e cinque sottosegretari.

 

Lunedรฌ 24 giugno 1985

Cossiga eletto presidente della Repubblica

โ€ข Cossiga eletto presidente della Repubblica  al primo scrutinio, con 752 voti su 977. รˆ il piรน giovane presidente della storia italiana, ha 57 anni non ancora compiuti. Su 1.011 grandi elettori, i presenti sono 979, i votanti 977, gli assenti 32 incluso il senatore Tomellerl morto domenica scorsa. Le schede bianche sono 141, le schede disperse 11, le schede nulle 7 (tra queste quattro voti per Licio Gelli). Rispetto alle previsioni, sono mancati al candidato 130 voti: esclusi i 63 voti del Msi, i cui rappresentanti votano scheda bianca; gli 8 voti di Democrazia Proletaria, che vanno alla giornalista e scrittrice Camilla Cederna; i 3 voti del Partito sardo dโ€™azione; i 13 voti dei radicali, che hanno quasi tutti disertato lโ€™elezione per partecipare a una cerimonia in ricordo di Giorgiana Masi, la ragazza che venne uccisa durante una manifestazione a Roma quando Cossiga era Ministro dellโ€™Interno. La votazione รจ straordinariamente rapida, lโ€™intera seduta a Montecitorio dura appena due ore e mezzo e si conclude alle 18.15.

โ€ข Lietta Tornabuoni racconta cosรฌ il momento dellโ€™elezione: ยซCossiga si alza, bacia la mano a Nilde Jotti, si lascia festeggiare dai funzionari della Camera, esce tra gli applausi. Lo blocca con un grosso bacio Fanfani che ha le lacrime agli occhi, con un altro bacio lo blocca De Mita, con un terzo e quarto bacio lo blocca Leone. Poi il nuovo Presidente si rifugia in una stanza dove lo aspettano i suoi: il diplomatico Sergio Berlinguer, Dino Basili, Luigi Zanda, il suo capo di gabinetto Alfredo Masala, il segretario generale del Senato Gifuni. Abbracci generali. Cossiga รจ bianco in faccia, emozionatissimo, stranito, quasi incapace di parlare: resta ad ascoltare alla televisione le interviste con cui i leader politici commentano la sua vittoria, aspetta che il picchetto dโ€™onore sia pronto per trasferirsi al Senato dove riceverร  dalla Jotti lโ€™annuncio ufficiale dellโ€™elezione, riceve la visitai festosa di Spadolini, unico leader che sia entrato in quella stanza a congratularsi con lui. Lascia il palazzo alle sei e dieci, muto di emozione. Nellโ€™aula di Montecitorio, la proclamazione avviene cinque minuti dopo, seguita da un forte applausoยป. [Lietta Tornabuoni, La Stampa 25/6/1985]

 

Sabato 11 giugno 1988

Muore Giuseppe Saragat

โ€ข Allโ€™etร  di 90 anni muore a Roma lโ€™ex presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Si spegne serenamente, assistito dai figli e dai nipoti, nella casa della Camilluccia, residenza del genero, dove era andato ad abitare fin dal 1971, lasciando il Quirinale.

 

Sabato 24 febbraio 1990

La morte di Pertini

โ€ข Muore Sandro Pertini. Il presidente emerito qualche giorno fa era caduto in casa. Funerale privato, il corpo viene cremato, le ceneri traslate nel cimitero del paese natale.

 

Sabato 23 marzo 1991

Cossiga dร  il via alle sue picconate

โ€ข ยซAdesso gli schemi sono finiti, รจ arrivato il tempo delle picconateยป. Con questa frase pronunciata alla Fiera di Roma, il presidente Francesco Cossiga inizia una lunga stagione di celebri e duri attacchi al mondo politico.

 

Venerdรฌ 6 dicembre 1991

Chiesto lo stato dโ€™accusa per Cossiga

โ€ข Le opposizioni di sinistra chiedono lo stato di accusa per il presidente Francesco Cossiga.

โ€ข Stefano Marroni su Repubblica: ยซIl timer dellโ€™impeachment รจ partito. Le 19 cartelle della denuncia del Pds contro il capo dello Stato sono state trasmesse ieri al comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. รˆ la rassegna degli elementi di fatto che configurano, secondo Botteghe Oscure, il reato di attentato alla Costituzione. (โ€ฆ) La tesi centrale della denuncia โ€“ messa a punto e sottoscritta dalle presidenze dei gruppi di Camera e Senato sulla base della bozza stilata da Luciano Violante โ€“ รจ che Francesco Cossiga abbia โ€œintenzionalmenteโ€ varcato i limiti per โ€œmodificare la forma di governoโ€. E questo, estendendo โ€œle proprie funzioni e prerogativeโ€ ben oltre quelle assegnate dalla Costituzione al capo dello Stato, con una โ€œconcatenazione logica e temporaleโ€ di atti e comportamenti. Le ragioni della denuncia. Il presidente viene accusato di aver โ€œinterferito illegalmente nelle attivitร  del Legislativo, dellโ€™ Esecutivo e del Giudiziarioโ€, e di aver avviato โ€œlโ€™esercizio di una propria funzione governanteโ€: che รจ โ€œinammissibileโ€, โ€œautoritariaโ€ perchรฉ non regolata, e โ€œaltamente pericolosa perchรฉ non sostenuta da alcuna responsabilitร  politicaโ€. Cossiga, sostiene il Pds, ha aperto un โ€œincostituzionale circuito tra partiti e presidenteโ€, e assunto comportamenti da โ€œcapo di un partitoโ€ violando โ€œun inderogabile dovere di imparzialitร โ€. Il tutto, avverte il documento, nella โ€œpiena consapevolezzaโ€ di essere โ€œal di fuori dellโ€™ordinamento costituzionaleโ€ยป. [Rep. 7/12/1991] [Leggi qui tutto lโ€™articolo di Stefanno Marroni]

 

Martedรฌ 28 aprile 1992

Il presidente Cossiga si dimette

โ€ข Francesco Cossiga si dimette da presidente della Repubblica, due mesi prima della scadenza naturale del mandato. La giornata inizia alle otto di mattina, quando il capo dello Stato rende omaggio al monumento del Milite Ignoto, allโ€™Altare della Patria. Torna pii al Quirinale per i commiati. Dopo pranzo la visita ufficiale allโ€™Ordine di Malta in via Condotti. Ritorna poi al Quirinale, nella cappella Paolina, per la messa di commiato officiata da monsignor Marra, il suo cappellano. Legge le scritture e poi canta il Te Deum, riservandosi la parte del solista. Gli altri fanno da coro. Ancora due discorsi, le ultime esternazioni della sua carriera presidenziale, dedicate ai militari e al personale di Palazzo. Poi, sono le 18,30, riceve nella sala degli Arazzi Giulio Andreotti, cui regala la copia ufficiale della Costituzione, sui cui scrive una dedica. Poi firma lโ€™atto di dimissioni davanti allo stesso Andreotti e a Cristofori, in piedi davanti a lui.

 

Lunedรฌ 25 maggio 1992

Scalfaro presidente della Repubblica

โ€ข Oscar Luigi Scalfaro รจ eletto presidente della Repubblica con 672 voti su 1002. Per lui votano Dc, Pds, Psi, Psdi, Verdi, Radicali e Rete di Leoluca Orlando. In precedenza si erano susseguiti 15 scrutini inutili. Sostenuto da Occhetto, eletto soprattutto grazie a Marco Pannella, che in una situazione di stallo totale (soprattutto dopo la morte di Giovanni Falcone), tira fuori il suo nome e mette rapidamente dโ€™accordo tutti [Leggi qui lโ€™articolo di Paolo Conti].

 

Venerdรฌ 5 marzo 1993

Scalfaro non firma il decreto legge su Tangentopoli

โ€ข Il governo di Giuliano Amato vara un decreto che depenalizza il finanziamento illecito ai partiti, con valore retroattivo: anche gli inquisiti di Tangentopoli sono compresi. Oscar Luigi Scalfaro, prima volta di un presidente nella storia repubblicana, rifiuta di firmare il decreto legge, ritenendolo incostituzionale.

 

Mercoledรฌ 3 novembre 1993

Scoppia lo scandalo Sisde. Sospetti su Scalfaro

โ€ข Scoppia lo scandalo Sisde. Si sospetta che dal 1983 al 1987, mentre era ministro dellโ€™Interno, Oscar Luigi Scalfaro avrebbe ricevuto cento milioni di lire al mese dai fondi riservati del servizio segreto civile. Il presidente si presenta in tv, a reti unificate e afferma: ยซA questo gioco al massacro io non ci stoยป.

 

Giovedรฌ 13 maggio 1999

Ciampi presidente della Repubblica.

โ€ข Ciampi รจ eletto presidente della Repubblica.  Primo Capo dello Stato con unโ€™esperienza di parlamentare, Carlo Azeglio Ciampi รจ eletto con un vasto consenso al primo scrutinio: ottiene 707 voti su 1990.

 

Martedรฌ 25 settembre 2001

Leone presidente emerito

โ€ข A Giovanni Leone viene attribuito il titolo di presidente emerito della Repubblica, titolo che da oggi spetta per legge a tutti gli ex capi di Stato in vita.

 

Venerdรฌ 9 novembre 2001

Muore Giovanni Leone

โ€ข Muore a Roma, allโ€™etร  di 93 anni, lโ€™ex presidente della Repubblica Giovanni Leone.

 

Martedรฌ 3 maggio 2005

Ciampi ricevuto da Benedetto XVI

โ€ข Il presidente Azeglio Ciampi รจ il primo capo di Stato ricevuto dal neoeletto Papa Benedetto XVI.

 

Mercoledรฌ 10 maggio 2006

Giorgio Napolitano presidente

โ€ข Giorgio Napolitano, 81 anni, รจ il nuovo presidente della Repubblica, lโ€™undicesimo della nostra storia. รˆ stato eletto con 543 voti, cioรจ tutti i 540 del centrosinistra piรน tre. Il centrodestra ha votato scheda bianca. Il centrosinistra, abbandonata lโ€™ipotesi Dโ€™Alema, aveva offerto al centrodestra un candidato a parer suo istituzionale e che โ€“ sempr a parer suo โ€“ poteva essere votato anche dal Polo: Napolitano รจ istituzionale in quanto senatore a vita ed ex presidente della Camera. Il centrodestra ha vissuto due giorni convulsi: Casini e Fini volevano contribuire allโ€™elezione, con lโ€™obiettivo di rimettersi in qualche modo in gioco e sbiadire un minimo la figura di Berlusconi, sotto i riflettori a loro discapito da quattro mesi in qua. Bossi ha perรฒ avvertito che un voto favorevole a Napolitano avrebbe indotto la Lega a rompere lโ€™alleanza col Polo. Berlusconi ha avuto buon gioco, a quel punto, a far rientrare le aperture di An e Udc. Votando scheda bianca, astenendosi cioรจ dal contrapporgli un avversario, il centrodestra avrebbe comunque reso omaggio al candidato istituzionale. Queste sottigliezze forse non sono arrivate al popolo degli elettori, ai quali comunque, a elezione avvenuta, Berlusconi ha ribadito che il centrosinistra ha occupato le istituzioni, che Napolitano โ€“  degnissima persona โ€“ รจ pur sempre un ex comunista, eccetera. Marco Follini, giร  segretario dellโ€™Udc, ha detto che lui comunque ha votato Napolitano. Il nuovo Capo dello Stato sโ€™รจ insediato lunedรฌ scorso e ha subito dato lโ€™incarico di formare il governo a Romano Prodi.

โ€ข Il nuovo presidente รจ uno dei grandi del vecchio Partito comunista, di cui capeggiava lโ€™ala cosiddetta โ€œmiglioristaโ€, quella cioรจ favorevole a una trasformazione del Pci in senso socialdemocratico. stato presidente della Camera allโ€™epoca di Tangentopoli e molti del centrodestra gli rimproverano di non aver difeso il Parlamento dagli attacchi della magistratura, consentendo per esempio la cancellazione dellโ€™immunitร . Giuliano Ferrara lo chiama per questo โ€œconiglioโ€ e lo accusa di avere segatura al posto del sangue. Il resto del mondo politico โ€“ a destra e a sinistra โ€“ parla invece di lui come di un galantuomo assoluto, di raro equilibrio e correttezza, pignolo e simpatico. Si annuncia come personaggio di primโ€™ordine anche la moglie, signora Clio, 72 anni, avvocato (difendeva i braccianti). Napolitano รจ stato ministro degli Interni al tempo del governo Prodi. stato Ciampi a nominarlo senatore a vita.

โ€ข Lโ€™agenda politica a questo punto prevede: il voto di fiducia di Camera e Senato, le elezioni amministrative di fine mese (con lโ€™elezione, tra lโ€™altro, dei sindaci di Roma e Milano), il referendum sulla devolution a giugno.

โ€ข I bookmakers inglesi ritengono che il governo Prodi resterร  in piedi due anni. Lโ€™agenzia Betway paga i 24 mesi 1,29, la quota piรน bassa. Una durata tra i 6 e i 24 mesi viene pagata tre volte, un governo che duri meno di 6 mesi 10 volte. Non si accettano scommesse per durate superiori ai 24 mesi. [Giorgio Dellโ€™Arti]

 

Mercoledรฌ 5 maggio 2010

Napolitano dร  il via al 150 anni di Unitร 

โ€ข A Quarto (Genova) Giorgio Napolitano avvia le celebrazioni del 150esimo anniversario dellโ€™Unitร  dโ€™Italia.

 

Martedรฌ 17 agosto 2010

Muore Francesco Cossiga

โ€ข Allโ€™etร  di 82 anni muore a Roma lโ€™ex presidente della Repubblica e senatore a vita Francesco Cossiga.

 

Mercoledรฌ 16 novembre 2011

Napolitano nomina premier Monti

โ€ข A seguito delle dimissioni, il 2 novembre, del governo Berlusconi e in relazione alla crisi economica e alla necessitร  di provvedimenti radicali, il presidente Giorgio Napolitano nomina premier il senatore a vita Mario Monti.

 

Domenica 29 gennaio 2012

Muore lโ€™ex presidente Scalfaro

โ€ข Muore a Roma allโ€™etร  di 93 anni Oscar Luigi Scalfaro.

 

Sabato 20 aprile 2013

Napolitano eletto per la seconda volta presidente

โ€ข Giorgio Napolitano รจ eletto presidente per la seconda volta al sesto scrutinio. Ad appoggiarlo, dopo due giorni di stallo e le candidature bruciate di Marini e Prodi, Pd, Pdl, Lega e Scelta Civica. Napolitano ottiene 738 voti contro i 217 di Rodotร  (candidato del Movimento 5 Stelle e votato anche da Sel). Seguono poi Sergio De Caprio con 8, Massimo Dโ€™Alema con 4, Romano Prodi con 2. Voti dispersi 6, schede bianche 10, schede nulle 12.

 

โ€ข Alle 18.15, quando lo spoglio delle schede dร  la certezza matematica che Napolitano ha raggiunto la maggioranza assoluta dei 504 voti, scatta un lungo applauso, oltre tre minuti. Silvio Berlusconi, anche lui in piedi con gli altri tra i banchi, sorride soddisfatto. Pier Luigi Bersani scoppia a piangere. I cinquestelle sono gli unici seduti, tutti a braccia conserte.

โ€ข Dal 1948 a oggi, nessun presidente della Repubblica era mai rimasto in carica per piรน di un mandato.

(a cura di Luca Dโ€™Ammando)

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